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Palazzo
Minucci è tra le residenze
più splendide e sontuose di tutta la città. Costruito
a cavallo tra Cinquecento e Seicento dal nobile
Minuccio Minucci, arcivescovo di Zara, l'edificio
presenta una armoniosa e solenne facciata caratterizzata
da nove ampie arcate nel registro inferiore e
da un'elegante quadrifora al piano nobile affiancata
da 4 finestre inginocchiate. Osservando il Palazzo
dall'antistante piazza Minucci, è possibile ammirare
anche la facciata, con frontone mistilineo e volute
sormontato da acroteri, dell'oratorio di famiglia,
dedicato alla Santa Croce. Essoè adiacente al
palazzo e vi si può accedere sia dal portale principale,
che da una scalinata interna all'abitazione.
Appartenuto al casato dei Minucci fino al 1849,
il Palazzo passò successivamente nelle mani del
commendator Camillo De Carlo, insignito di Medaglia
d'oro per l'attività svolta durante la prima guerra
mondiale.
Questo personaggio, che per volontà testamentaria,
ha lasciato in eredità il palazzo ad una fondazione,
ha improntato di s l'arredo interno del
palazzo, facendone un piccolo gioiello di eclettismo
e di gusto decadente, ricco di suggestioni dannunziane.
Una visita al palazzo, che è tra l'altro l'unica
residenza serravallese aperta al pubblico (le
altre sono di proprietà privata) è assolutamente
consigliabile. La personalità di Camillo De Carlo,
che riflette in maniera così autentica l'ambiente
e l'atmosfera dei primi decenni del secolo; il
gusto ricercato del collezionista e, per certi
versi, dell'artista rendono questo Palazzo attraente
come pochi altri.
Una Guida, a disposizione dei visitatori, oltre
a illustrare il Palazzo può riferire episodi e
aneddoti della vita di Camillo De Carlo, che essendo
entrato a far parte dei servizi segreti italiani,
dopo la fine della guerra, resta uno dei personaggi
vittoriesi più curiosi e interessanti.
Ma insoliti e stravaganti sono anche i numerosi
pezzi d'arredo e di servizio (ceramiche, tappeti,
giade, mobili dal XVI al XIX secolo, quadri, sculture,
argenteria e cristalli) che, insieme alle opere
d'arte di Arturo Martini, Andrea Brustolon, G.B.
Pittoni, Felice Carena e Juti Ravenna seducono
e incantano ogni ospite.
Il Palazzo è aperto ai visitatori ogni domenica
(eccetto la terza di ogni mese) dalle
14,30 alle 18. Gruppi di persone possono
accedere al Palazzo anche durante i giorni feriali,
telefonando, dalle 9 alle 12, allo 0438/57193.
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