Vittorio Veneto: fra storia e leggenda, natura e cultura Visita la città

Ultimo aggiornamento: 14.04.2001 Ritorni:     Copertina     Indice gen.     Indice della Guida

Vola a Vittorio Veneto

<<GUIDA DELLA CITTA': MUSEO MINUCCIO DE CARLO>>

 

 

Palazzo Minucci è tra le residenze più splendide e sontuose di tutta la città. Costruito a cavallo tra Cinquecento e Seicento dal nobile Minuccio Minucci, arcivescovo di Zara, l'edificio presenta una armoniosa e solenne facciata caratterizzata da nove ampie arcate nel registro inferiore e da un'elegante quadrifora al piano nobile affiancata da 4 finestre inginocchiate. Osservando il Palazzo dall'antistante piazza Minucci, è possibile ammirare anche la facciata, con frontone mistilineo e volute sormontato da acroteri, dell'oratorio di famiglia, dedicato alla Santa Croce. Essoè adiacente al palazzo e vi si può accedere sia dal portale principale, che da una scalinata interna all'abitazione.
Appartenuto al casato dei Minucci fino al 1849, il Palazzo passò successivamente nelle mani del commendator Camillo De Carlo, insignito di Medaglia d'oro per l'attività svolta durante la prima guerra mondiale.
Questo personaggio, che per volontà testamentaria, ha lasciato in eredità il palazzo ad una fondazione, ha improntato di sŽ l'arredo interno del palazzo, facendone un piccolo gioiello di eclettismo e di gusto decadente, ricco di suggestioni dannunziane.
Una visita al palazzo, che è tra l'altro l'unica residenza serravallese aperta al pubblico (le altre sono di proprietà privata) è assolutamente consigliabile. La personalità di Camillo De Carlo, che riflette in maniera così autentica l'ambiente e l'atmosfera dei primi decenni del secolo; il gusto ricercato del collezionista e, per certi versi, dell'artista rendono questo Palazzo attraente come pochi altri.
Una Guida, a disposizione dei visitatori, oltre a illustrare il Palazzo può riferire episodi e aneddoti della vita di Camillo De Carlo, che essendo entrato a far parte dei servizi segreti italiani, dopo la fine della guerra, resta uno dei personaggi vittoriesi più curiosi e interessanti.
Ma insoliti e stravaganti sono anche i numerosi pezzi d'arredo e di servizio (ceramiche, tappeti, giade, mobili dal XVI al XIX secolo, quadri, sculture, argenteria e cristalli) che, insieme alle opere d'arte di Arturo Martini, Andrea Brustolon, G.B. Pittoni, Felice Carena e Juti Ravenna seducono e incantano ogni ospite.
Il Palazzo è aperto ai visitatori ogni domenica (eccetto la terza di ogni mese) dalle 14,30 alle 18. Gruppi di persone possono accedere al Palazzo anche durante i giorni feriali, telefonando, dalle 9 alle 12, allo 0438/57193.
 
© 1994 Dario De Bastiani Editore

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