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Ultimo aggiornamento: 14.04.2001 Ritorni:     Copertina     Indice gen.     Indice della Guida

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Il risveglio economico e culturale che interessò l'Occidente intorno all'anno Mille diede i suoi frutti anche a Ceneda e Serravalle.
Prima di questa data, Serravalle, con l'unico castello e le poche abitazioni, faceva capo a Ceneda per la vita civile e alla Pieve di Bigonzo per quella religiosa. Dopo l'XI secolo, la città mutò radicalmente: il castrum, arroccato sullo sperone roccioso al centro della chiusa, si ingrandì e vide aumentare la sua popolazione, poi si allungò verso l'attuale piazza. In pochi anni divenne così importante che le sue mura dovettero essere ampliate. Dentro questa piccola cittadella fortificata furono eretti i principali monumenti: la Chiesa e il monastero di Santa Giustina, il Duomo di Santa Maria Nova (che sostituì la Pieve di Bigonzo nelle principali funzioni religiose), la Scuola dei Battuti; inoltre sorsero case, officine, mulini lungo il Meschio.
Dal 1154 Serravalle era governata da una potente famiglia di feudatari, i Da Camino, che avevano ricevuto in beneficio il territorio dal Vescovo di Ceneda. I Da Camino avevano saputo abilmente sfruttare l'immunità loro concessa attuando una politica di larga autonomia rispetto a Ceneda, dominata dalla severa figura del vescovo-conte. Menzionati anche dal sommo poeta Dante Alighieri, che ricorda come presso la corte dei Da Camino "solea valore e cortesia trovarsi", i Caminesi (per essere più precisi quelli del ramo superiore) erano stati in grado di imporsi sulle altre ricche famiglie della zona, tenendo il potere fino al 1335.
Due anni dopo questa data, il vescovo di Ceneda affidò l'investitura del feudo di Serravalle ai Procuratori di San Marco, legando la sorte di questa località a quella di Venezia, che in tal modo acquistò il suo primo possesso in terraferma (possesso che mantenne fino alla sua caduta nel 1797). Sotto il governo della Serenissima Repubblica Serravalle divenne centro ricco di traffici e di attività artigianali: lungo il corso del Meschio sorse una fonderia di campane di fama internazionale, laboratori d'armi e di panni di lana (l'attenzione al settore tessile si è mantenuta viva fino ai nostri giorni). Fu inoltre luogo di vendita di sale e sede di fondachi, cioè di quei magazzini nei quali si conservava o si scambiava la merc
 
© 1994 Dario De Bastiani Editore

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