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<<GUIDA
DELLA CITTA': BASSO MEDIOEVO>>
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Il
risveglio economico e culturale che interessò
l'Occidente intorno all'anno Mille diede i suoi
frutti anche a Ceneda e Serravalle.
Prima di questa data, Serravalle, con l'unico
castello e le poche abitazioni, faceva capo a
Ceneda per la vita civile e alla Pieve di Bigonzo
per quella religiosa. Dopo l'XI secolo, la città
mutò radicalmente: il castrum, arroccato sullo
sperone roccioso al centro della chiusa, si ingrandì
e vide aumentare la sua popolazione, poi si allungò
verso l'attuale piazza. In pochi anni divenne
così importante che le sue mura dovettero essere
ampliate. Dentro questa piccola cittadella fortificata
furono eretti i principali monumenti: la Chiesa
e il monastero di Santa Giustina, il Duomo di
Santa Maria Nova (che sostituì la Pieve di Bigonzo
nelle principali funzioni religiose), la Scuola
dei Battuti; inoltre sorsero case, officine, mulini
lungo il Meschio. |
Dal
1154 Serravalle era governata da una potente famiglia
di feudatari, i Da Camino, che avevano ricevuto
in beneficio il territorio dal Vescovo di Ceneda.
I Da Camino avevano saputo abilmente sfruttare
l'immunità loro concessa attuando una politica
di larga autonomia rispetto a Ceneda, dominata
dalla severa figura del vescovo-conte. Menzionati
anche dal sommo poeta Dante Alighieri, che ricorda
come presso la corte dei Da Camino "solea
valore e cortesia trovarsi", i Caminesi (per
essere più precisi quelli del ramo superiore)
erano stati in grado di imporsi sulle altre ricche
famiglie della zona, tenendo il potere fino al
1335.
Due anni dopo questa data, il vescovo di Ceneda
affidò l'investitura del feudo di Serravalle ai
Procuratori di San Marco, legando la sorte di
questa località a quella di Venezia, che in tal
modo acquistò il suo primo possesso in terraferma
(possesso che mantenne fino alla sua caduta nel
1797). Sotto il governo della Serenissima Repubblica
Serravalle divenne centro ricco di traffici e
di attività artigianali: lungo il corso del Meschio
sorse una fonderia di campane di fama internazionale,
laboratori d'armi e di panni di lana (l'attenzione
al settore tessile si è mantenuta viva fino ai
nostri giorni). Fu inoltre luogo di vendita di
sale e sede di fondachi, cioè di quei magazzini
nei quali si conservava o si scambiava la merc |
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© 1994 Dario De Bastiani Editore |
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