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Sia
Serravalle che Ceneda sorgono in età romana; assumono
l'aspetto di due luoghi fortificati, distinti
tra loro, ma entrambi impegnati nella difesa del
territorio.
Il nucleo di Serravalle, data la configurazione
particolarmente favorevole (esso è infatti incuneato
tra i monti Cucco e Marcantone che lo proteggono
a guisa di scudi), venne destinato dai Romani
dapprima a semplice castrum e poi a avamposto
dell'agro centuriato dell'antica Opitergium (l'odierna
Oderzo, cittadina distante da Vittorio V. circa
30 km.).
A partire dal III secolo nella zona penetrò il
cristianesimo, che costituì un fattore importante
nella formazione della città.
Serravalle godeva anche di una posizione geografica
molto felice, in quanto situato all'incrocio di
importanti vie di transito e divenne quindi meta
privilegiata negli spostamenti di genti diverse.
Le popolazioni barbariche, e in particolare i
Goti del re Madrucco (come riporta una diffusa
leggenda), constatata la collocazione strategica
di Serravalle la fortificarono ulteriormente costruendo
sul colle di Santa Augusta, che domina il quartiere
dal lato nord-est, una torre di vedetta di cui
restano tuttora ben visibili le fondamenta. |