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La
visita alla città di Vittorio Veneto richiede
almeno un giorno: sarebbe bene effettuarla a
piedi perch solo in questo modo si possono
ammirare i nobili e pittoreschi edifici del
borgo medioevale e rinascimentale di Serravalle
o l'elegante piazza di Ceneda sovrastata dal
Castello di San Martino e immergersi nel verde
scenario naturale che incornicia il nucleo urbano.
Tutta la città è comunque facilmente percorribile
anche in automobile, dato che generalmente il
traffico è scorrevole e le zone adibite a parcheggio
sono ben dislocate. Persino il centro storico
di Serravalle con le sue calli, le contrade
e le minute piazze tra le abitazioni, non presenta
particolari problemi per la sosta. La conoscenza
della città può cominciare proprio da Serravalle,
che ha mantenuto intatto il suo aspetto medioevale
e rinascimentale, nonostante gli interventi
urbanistici e le ristrutturazioni architettoniche,
che si sono continuamente susseguite nei secoli.
Il cuore di Serravalle è la Piazza Flaminio,
lastricata con rosee pietre dell'Istria.
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Realizzata
secondo criteri urbanistici rinascimentali,
essa si presenta attorniata da un'elegante quinta
di edifici che si dispongono su tre lati della
piazza. Il quarto lato è delimitato dal corso
del Meschio e dal ponte che lo supera, oltre
il quale si può scorgere la Chiesa di Santa
Maria Nuova. Uscendo dal Duomo attraverso il
portale laterale ci si può immettere nella via
Casoni (antica contrada Tiera), sulla quale
si affacciano il palazzo Casoni Cavalcanti e
l'abitazione di Marcantonio Flaminio, riconoscibile
dallo stemma, da poco rinvenuto, sulla facciata.
Alla fine di via Casoni il piccolo ponte della
"Beccaria", dal quale si possono osservare
le opere idrauliche della fine del '500 (i cosiddetti
Meschet), conduce alla Scuola dei Battuti: notevole
struttura quadrangolare, per lungo tempo adibita
ad Ospedale civile e che attende ora di essere
completamente ristrutturata e destinata ad altro
uso (il lato ovest del complesso ospita attualmente
una scuola superiore).
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Camminando
lateralmente alla ex-scuola dei battuti, lungo
la via Pietro Paietta si arriva in Piazzetta
Tiziano Vecellio. A sud essa è chiusa dalla
Chiesa di San Lorenzo dei Battuti (annessa alla
vecchia Scuola), affiancata dalla porta di San
Lorenzo, parte della terza cerchia di mura erette
dai Caminesi a difesa di Serravalle nei primi
decenni del 1200. A nord si può osservare un'altra
delle ricche abitazioni di Seravalle, Palazzo
Sarcinelli, nel quale visse, sposa di Cornelio
Sarcinelli, la figlia di Tiziano, Lavinia, le
cui delicate fattezze è possibile ammirare in
alcuni ritratti eseguiti dal grande pittore
cadorino (ora conservati nella Gemaldegalerie
di Dresda).
A ovest della piazzetta passa via Martiri della
Libertà (ex Calgranda: nome che rivela l'importanza
rivestita in passato da questo tronco viario).
Passando sotto l'arco di porta di San Lorenzo,
la strada cambia il suo nome in via Cavour.
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Sulla
via Martiri della Libertà, parallela a via Casoni
e al Meschio che vi scorre nel mezzo, si affiancano
le più splendide e antiche tra le residenze
serravallesi, quasi tutte dotate di un ampio
salone al piano nobile (con ballatoio per l'orchestra
e gli ospiti) e di una loggia aperta al piano
terra. La via risulta fiancheggiata da un lungo
e continuo porticato che crea, ai margini della
strada, una bella vibrazione chiaroscurale e,
nello stesso tempo, fa risaltare le superfici
murarie delle fronti dei palazzi, alleggerite
da bifore, trifore e poggioli e, un tempo, interamente
affrescate (di questa ricca decorazione pittorica,
ornamentale o figurata, oggi è purtroppo possibile
scorgere solo qualche traccia). Via Martiri
della Libertà è interrotta, a metà circa del
suo percorso, da Piazza Minucci (ex Piazza dei
grani), dove settimanalmente si svolge il mercato
della frutta e verdura. La piazza è dominata
dal Palazzo Minucci De Carlo.
Tornati in Piazza Flaminio, si può visitare
il Museo del Cenedese e proseguire quindi la
passeggiata lungo via Roma (antica strada acciotolata,
sulla quale si impostano, seguendo la pendenza
della salita, bei palazzi del XV e XVI secolo,
e che conduce all'antico Castrum.
Via Roma, a nord, si immette in via Mazzini,
lungo la quale si incontra la Chiesa dei Padri
Carmelitani. E proseguendo ancora, a piedi o
in auto, si giunge a Porta Cadore (punta settentrionale
del vecchio baluardo difensivo di Serravalle).
Qui, sul lato est del Meschio, è possibile ammirare
la Chiesa di santa Giustina col Mausoleo di
Rizzardo VI da Camino.
Lasciata Serravalle, si può attraversare, magari
in automobile, il centro cittadino (Piazza del
Popolo, Municipio con ll Monumento ai caduti
di A. Murer, Giardini pubblici). Percorrendo
il lungo Viale della Vittoria (nome che ricorda
la felice conclusione della prima Guerra Mondiale),
ombreggiato da ippocastani, ci si avvia a Ceneda.
Qui, parcheggiata l'automobile in Piazza Giovanni
Paolo I, ci si trova di fronte ai maggiori edifici
del vecchio borgo: la Loggia che ospita il Museo
della Battaglia di Vittorio Veneto, la Cattedrale,
il Seminario vescovile.
Sul lato ovest della Piazza è possibile ammirare
la fontana attribuita al Sansovino. Nella stessa
direzione, alle pendici del colle di San Rocco,
si erge la bella villa settecentesca, edificata
dall'architetto Del Giudice e appartenuta alla
famiglia Papadopoli, circondata da un ampio
parco. In questa cornice si trova anche la Biblioteca
civica, ospitata nell'edificio che un tempo
era occupato dalla servitù della famiglia Papadopoli
e che fu ristrutturato intorno al 1970.
Dalla stessa Piazza si può scorgere il Castello
di San Martino, (raggiungibile per mezzo di
una strada in salita, il cui tratto iniziale
fiancheggia il Museo della Battaglia) e gli
oratori di San Rocco e San Paolo, immersi in
un lussureggiante manto di vegetazione.
L'itinerario vittoriese si può concludere con
la visita alla Chiesa di Meschio, che conserva
la Pala del Previtali, e all'antica Chiesa di
Sant'Andrea, a pochi passi dal centro cittadino.
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