Vittorio Veneto: fra storia e leggenda, natura e cultura Visita la città

Ultimo aggiornamento: 14.04.2001 Ritorni:     Copertina     Indice gen.     Indice della Guida

Vola a Vittorio Veneto

<<GUIDA DELLA CITTA': VISITA DI UN GIORNO>>

 

La visita alla città di Vittorio Veneto richiede almeno un giorno: sarebbe bene effettuarla a piedi perchŽ solo in questo modo si possono ammirare i nobili e pittoreschi edifici del borgo medioevale e rinascimentale di Serravalle o l'elegante piazza di Ceneda sovrastata dal Castello di San Martino e immergersi nel verde scenario naturale che incornicia il nucleo urbano.
Tutta la città è comunque facilmente percorribile anche in automobile, dato che generalmente il traffico è scorrevole e le zone adibite a parcheggio sono ben dislocate. Persino il centro storico di Serravalle con le sue calli, le contrade e le minute piazze tra le abitazioni, non presenta particolari problemi per la sosta. La conoscenza della città può cominciare proprio da Serravalle, che ha mantenuto intatto il suo aspetto medioevale e rinascimentale, nonostante gli interventi urbanistici e le ristrutturazioni architettoniche, che si sono continuamente susseguite nei secoli. Il cuore di Serravalle è la Piazza Flaminio, lastricata con rosee pietre dell'Istria.

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Realizzata secondo criteri urbanistici rinascimentali, essa si presenta attorniata da un'elegante quinta di edifici che si dispongono su tre lati della piazza. Il quarto lato è delimitato dal corso del Meschio e dal ponte che lo supera, oltre il quale si può scorgere la Chiesa di Santa Maria Nuova. Uscendo dal Duomo attraverso il portale laterale ci si può immettere nella via Casoni (antica contrada Tiera), sulla quale si affacciano il palazzo Casoni Cavalcanti e l'abitazione di Marcantonio Flaminio, riconoscibile dallo stemma, da poco rinvenuto, sulla facciata.
Alla fine di via Casoni il piccolo ponte della "Beccaria", dal quale si possono osservare le opere idrauliche della fine del '500 (i cosiddetti Meschet), conduce alla Scuola dei Battuti: notevole struttura quadrangolare, per lungo tempo adibita ad Ospedale civile e che attende ora di essere completamente ristrutturata e destinata ad altro uso (il lato ovest del complesso ospita attualmente una scuola superiore).

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Camminando lateralmente alla ex-scuola dei battuti, lungo la via Pietro Paietta si arriva in Piazzetta Tiziano Vecellio. A sud essa è chiusa dalla Chiesa di San Lorenzo dei Battuti (annessa alla vecchia Scuola), affiancata dalla porta di San Lorenzo, parte della terza cerchia di mura erette dai Caminesi a difesa di Serravalle nei primi decenni del 1200. A nord si può osservare un'altra delle ricche abitazioni di Seravalle, Palazzo Sarcinelli, nel quale visse, sposa di Cornelio Sarcinelli, la figlia di Tiziano, Lavinia, le cui delicate fattezze è possibile ammirare in alcuni ritratti eseguiti dal grande pittore cadorino (ora conservati nella Gemaldegalerie di Dresda).
A ovest della piazzetta passa via Martiri della Libertà (ex Calgranda: nome che rivela l'importanza rivestita in passato da questo tronco viario).
Passando sotto l'arco di porta di San Lorenzo, la strada cambia il suo nome in via Cavour.

Sulla via Martiri della Libertà, parallela a via Casoni e al Meschio che vi scorre nel mezzo, si affiancano le più splendide e antiche tra le residenze serravallesi, quasi tutte dotate di un ampio salone al piano nobile (con ballatoio per l'orchestra e gli ospiti) e di una loggia aperta al piano terra. La via risulta fiancheggiata da un lungo e continuo porticato che crea, ai margini della strada, una bella vibrazione chiaroscurale e, nello stesso tempo, fa risaltare le superfici murarie delle fronti dei palazzi, alleggerite da bifore, trifore e poggioli e, un tempo, interamente affrescate (di questa ricca decorazione pittorica, ornamentale o figurata, oggi è purtroppo possibile scorgere solo qualche traccia). Via Martiri della Libertà è interrotta, a metà circa del suo percorso, da Piazza Minucci (ex Piazza dei grani), dove settimanalmente si svolge il mercato della frutta e verdura. La piazza è dominata dal Palazzo Minucci De Carlo.


Tornati in Piazza Flaminio, si può visitare il Museo del Cenedese e proseguire quindi la passeggiata lungo via Roma (antica strada acciotolata, sulla quale si impostano, seguendo la pendenza della salita, bei palazzi del XV e XVI secolo, e che conduce all'antico Castrum.
Via Roma, a nord, si immette in via Mazzini, lungo la quale si incontra la Chiesa dei Padri Carmelitani. E proseguendo ancora, a piedi o in auto, si giunge a Porta Cadore (punta settentrionale del vecchio baluardo difensivo di Serravalle). Qui, sul lato est del Meschio, è possibile ammirare la Chiesa di santa Giustina col Mausoleo di Rizzardo VI da Camino.
Lasciata Serravalle, si può attraversare, magari in automobile, il centro cittadino (Piazza del Popolo, Municipio con ll Monumento ai caduti di A. Murer, Giardini pubblici). Percorrendo il lungo Viale della Vittoria (nome che ricorda la felice conclusione della prima Guerra Mondiale), ombreggiato da ippocastani, ci si avvia a Ceneda.
Qui, parcheggiata l'automobile in Piazza Giovanni Paolo I, ci si trova di fronte ai maggiori edifici del vecchio borgo: la Loggia che ospita il Museo della Battaglia di Vittorio Veneto, la Cattedrale, il Seminario vescovile.
Sul lato ovest della Piazza è possibile ammirare la fontana attribuita al Sansovino. Nella stessa direzione, alle pendici del colle di San Rocco, si erge la bella villa settecentesca, edificata dall'architetto Del Giudice e appartenuta alla famiglia Papadopoli, circondata da un ampio parco. In questa cornice si trova anche la Biblioteca civica, ospitata nell'edificio che un tempo era occupato dalla servitù della famiglia Papadopoli e che fu ristrutturato intorno al 1970.


Dalla stessa Piazza si può scorgere il Castello di San Martino, (raggiungibile per mezzo di una strada in salita, il cui tratto iniziale fiancheggia il Museo della Battaglia) e gli oratori di San Rocco e San Paolo, immersi in un lussureggiante manto di vegetazione.
L'itinerario vittoriese si può concludere con la visita alla Chiesa di Meschio, che conserva la Pala del Previtali, e all'antica Chiesa di Sant'Andrea, a pochi passi dal centro cittadino.

 
© 1994 Dario De Bastiani Editore

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